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Villegiardini – ottobre 2017
14/11/2017
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14/04/2017
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Dentro le Mura – pubblicazione Villegiardini

A casa dell’ Arch. Paolo Bertoncini Sabatini – Momus Architetti

 Foto di Andrea Vierucci

Un palazzo cinquecentesco a due passi da Piazza San Michele, nel centro di Lucca, è una dimora eclettica che conserva inalterata la sua struttura architettonica, fatta di passaggi articolati e stanze aperte una dentro l’altra. Paolo Bertoncini Sabatini (momusarchitetti.it) ha scelto di contenere al minimo gli interventi strutturali, rinnovando attraverso l’arredo l’atmosfera di questo luogo, resa ancor più suggestiva dall’uso dei colori. L’ingresso che si apre su un ampio disimpegno con le pareti di una tonalità blu notte, offre da subito un’idea dello stile creativo e originale della casa. Un grande tavolo indiano, rivestito in lamina argento sbalzata fa da appoggio al lampadario dipinto, come in una crepuscolare scenografia teatrale. Da qui si accede a un salone destinato agli ospiti, con un sommier centrale e una serie di sedie ottocentesche appese alla parete. Attraverso il lungo corridoio si raggiunge la parte privata della casa; un dedalo di stanze che ruotano attorno un cortile e si affacciano su tre strade diverse della città.
Filo conduttore dell’arredo sono i pavimenti in cemento e graniglia originali dei primi 900 che creano fantasiosi tappeti decorativi in contrasto con l’austerità dei volumi. La scelta degli oggetti non è casuale ma riflette totalmente la personalità del progettista e padrone di casa; esteta, attento ai dettagli e capace di assemblare elementi di recupero trovati in giro per mercatini d’antiquariato (da segnalare quello nelle piazze e vicoli di Lucca, il terzo week end del mese) con rigorosi pezzi di design e di arte contemporanea. Un’idea di lusso che punta su una ricercatezza informale e colta, grazie alla quale lo spazio diviene un’alternanza di quinte sceniche dal carattere trasformista. Elemento ricorrente sono i numerosi libri, prevalentemente d’arte e architettura, che affollano le librerie su disegno a tutta parete dello studio ma anche le strutture di design metalliche presenti ovunque, come rigorosi e funzionali totem decorativi. L’idea di un arredo in perenne trasformazione si traduce attraverso una disposizione fluida dei complementi che impreziosiscono senza affollare, lasciando alla struttura il suo meritato protagonismo. Un concetto dell’abitare che rende tutto fruibile e senza schemi rigidi; intimo, misterioso eppure conviviale nello stesso tempo. Proprio come l’anima contraddittoria di questa città. testo di Andrea Vierucci